

Nessuno
avrebbe immaginato che la trama de ‘Il Selvaggio’, film di Jean-Paul
Rappenau,
costituisse per una bimba di otto anni unaq folgorante rivelazione: essere
una creatrice
nient’altro che un’artigiana del profumo.
L’ossessione di un profumiere misantropo, impersonato da Yves
Montand,
per il fiore di frangipane, è il perno attorno al quale ruota la
vicenda.
L’attesa sarà lunga fino al momento in cui all’età
di 15 anni incontra Annick Goutal.
Come nelle fiabe, sarà lei a dischiuderle le porte di un mondo esclusivo
presentandola alla società Robertet. Qui inizia
il suo apprendistato dove imparerà
non solo a conoscere i prodotti ma arriverà a pesare delle formule
e successivamente a venderle.
Ma l’occasione che le permette di rivelare il suo spirito indipendente
le viene offerta da Desmond Knox-Leet, uno dei tre proprietari
di Diptyque.
Raffinato gentiluomo, e profondo conoscitore del mondo greco e medio orientale,
le chiede di realizzare
una candela profumata che sprigioni il profumo dell’estate greca racchiuso
nell’odore emanato dalle foglie dell’albero di fico.
Olivia crea così ‘Figuier’
,primo atto di una serie di temi figurativi che svilupperà
per la celebre Maison du Boulevard Saint Germain. ‘Feu
de Bois’, ‘Coing’,’Tilleul’,’Giroflier’,o
‘Gardénia’,
rifuggono da tutto ciò che è insulso, poiché la rappresentazione
di un odore, quale lo percepisce un creatore, finisce sempre per costituire
una sfida perenne.
L’idea iniziale, che di per sé costituisce un evento nel mondo
della profumeria, viene ripresa successivamente in ‘Feuille
de Figuier’ per L’Artisan Parfumeur.
La realizzazione di profumi per l’ambiente per Mariage Frères
e per Christian Liaigre,
nonché l’interessante colpo di freschezza dato a L’Eau
de Tilleul di d’Orsay, le permettono
di concretizzare quella sete d’indipendenza tradotta nella creazione
della società Iskia.
Ben presto molti si accorgono della sua esistenza e lei non tarderà
di far avvertire il suo tocco personale
nella linea profumata per bambini ‘Le
Petit Guerlain’,
o nell’avveniristica linea cosmetica ‘Secrets
d’Angel’ di Thierry Mugler.
I suoi ‘aficionados’ resteranno L’Artisan Parfumeur
e Diptyque, per i quali creerà
lo smagliante Premier Figuier
(1994) e Philosykos (1996),
nei quali è ripreso il tema a lei molto caro
e non compreso in tutte le sue sfumature del fico.
Per ‘Thé pour un été’,
Olivia sviluppa un inedito accordo di tè al gelsomino,
un invito al viaggio,
alla serenità da dividere in due.
Ciò che desidera di più è infondere nelle sue creazioni
un soffio di vita quotidiana,
piuttosto che trarre ispirazione dalla carnalità di certi grandi
profumi storici, come in Dzing
(1999)
in cui l’avventura del circo, con la sua aria festosa, si trasforma
in una fantasmagoria di note fiorite, golose
e animali, dalle quali traspare un fondo di melanconia.
Saper cogliere la fugacità di gesti abituali in profumi dall’apparente
fragilità è il desiderio più profondo
di questa bella donna dalla chioma corvina e dagli occhi pervinca.
L’incanto fuggitivo di un giardino fiorito, colto nelle prime ore
del mattino, in Ofrésia
per Diptyque(1999), traduce il suo desiderio di rendere
eterni questi attimi di vita.
Talvolta è l’accostamento di sensazioni tattili come il talco
sull’acqua o la fresca rugosità del lino,
a una materia semplice ma nello stesso tempo preziosa e segreta, come l’iris
addomesticata
fino all’ossessione a far riemergere il mistero di questo rizoma in
Hiris di Hermès
(1999).
Ma è soprattutto in En Passant,
per Les Editions de Parfums di Frédéric
Malle (2000),
che la sua estetica della semplicità, tradotta in un linguaggio raffinato
e pudico, emerge
con tutta la sua forza e raffinatezza la nostalgia di un tempo andato.
Audrey
n°25/26 anno 2001/2002
Federico Quacquarelli

