Silvio Levi scrive

Profumi d'Autore - Fougère Royal e Jicky

Tra il 1882 e il 1889 nascono Fougère Royal e Jicky, due fragranze che hanno rivoluzionato i gusti olfattivi del pubblico maschile. Merito dei progressi della chimica e di due uomini geniali.

I due più importanti profumi nati poco prima del 1900 ebbero come arbitri gli uomini e fu con loro che nacque l'idea di un profumo che potesse rappresentare uno stile, una personalità. Questi due capolavori iniziarono una rivoluzione che, per la profumeria artistica, fu importante quanto l'Impressionismo per la pittura. Essi sono stati i primi esempi di una famiglia di fragranze che diventò poi la preferita del pubblico maschile. Correva l'anno 1882 quando venne presentata Fougère Royale, la geniale creazione di Paul Parquet per Houbigant. Prima di allora, la profumeria era portata ad imitare con garbo le fragranze della natura, senza esaltarle. Leggiadre Acque di Fiori o al più Acque di Colonia davano un lieve tocco di freschezza, ma ogni uso di altri aromi più decisi o sensuali era ritenuto in tutto il Vecchio continente piuttosto disdicevole.
Alcune aziende inglesi erano già assai rinomante, ma i loro profumi erano in massima parte floreali monotematici (Rosa, Gelsomino, Mughetto, Lavanda) e solo verso la metà dell'800 era iniziata la proposizione di alcune specialità "coloniali" che avrebbero poi avuto un ruolo fondamentale nel rappresentare le misteriose meraviglie dell'Oriente ai curiosi europei. Fu solo verso la metà del diciannovesimo secolo che i progressi della chimica permisero di garantire una ragionevole disponibilità di essenze naturali concentrate. Un ruolo notevole ebbero i nuovi metodi di estrazione e purificazione degli estratti naturali. Da questi poi si cominciarono a separare frazioni diverse che vennero analizzate per individuarne i componenti e ciò portò ad avere la possibilità di modulare gli odori naturali in tonalità diverse.
Fougère Royale fu un antesignano sia perché fu forse il primo profumo a essere creato con l’ausilio di nuove molecole di sintesi e fu il primo a portare un nome ideato appositamente per creare una attrattiva sul pubblico.
Poiché l'uso delle cumarine sintetiche (molecole odorose individuate per la prima volta nelle Fave di Tonka e presenti anche nell'olio di lavanda) avrebbe potuto fare apparire tale profumo poco naturale, si pensò allora di attribuirgli una parentela fittizia con le felci, che in gran parte sono inodori. Questo legame con la vegetazione rigogliosa del sottobosco, porta subito alla mente gli odori della terra, dei legni, del muschio. Fu così che il dolce aroma delle cumarine, caldo e corposo, unito a lavanda, limone e note legnose diede vita a quella tonalità decisamente maschile verde, legnosa, delicatamente floreale che ormai è definita proprio Fougère. Il creatore di Fougère Royal ebbe poi a dire "Se Dio avesse dato un profumo alle felci esse avrebbero un odore simile a Fougère Royal". In effetti ancora oggi capita che qualcuno si sorprenda che le felci non emanino odore...

Pochi anni più tardi esordì un altro grandioso capolavoro che sancì il definitivo ingresso della profumeria nel campo dell’ Arte: Aimé Guerlain nel 1889 crea Jicky. Nel centenario della Rivoluzione Francese ecco apparire una fragranza che oltre alle cumarine deve il suo tocco di originalità ad un'altra molecola individuata dai chimici nei semi e bacelli della vaniglia, la vanillina. Il suo aroma è estremamente più intenso e persistente di quello ottenuto dalle tinture naturali di vaniglia.
Così vanillina e cumarina, unite a legno di rosa, civetta e alle fresche note di lavanda e bergamotto, diedero vita ad un profumo ricco ed estremamente moderno per il suo tempo. Non vi è prova alcuna che Jicky sia stato creato come profumo da uomo o da donna. La sua prima bottiglia, blu e rigorosa nelle forme, fa forse pensare più ad un uso maschile. Il nome Jicky era il soprannome del nipote e allievo prediletto di Aimè, ma rappresentava anche un legame con la tuttora incognita donna inglese di cui era stato perdutamente innamorato. All'epoca non vi era una chiara distinzione fra fragranze per uomo e per donna e d'altra parte i consumatori erano talmente pochi che forse conveniva non limitare le possibilità di successo di una fragranza attribuendole una caratteristica maschile o femminile.
Sia gli uomini che le donne usavano cospargere alcune gocce di profumo sui fazzoletti e poi annusarli di tanto in tanto. Furono comunque gli uomini più eleganti ad apprezzare più prontamente questa fragranza. Solo in seguito, quando realizzarono che forse la fragranza era troppo avanzata per un più vasto pubblico maschile, i Guerlain decisero pragmaticamente di sottoporre più esplicitamente il profumo alle signore. Venne creata da Baccarat una nuova bottiglia su disegno di Gabriel Guerlain che per il contenitore si ispirò alle bottiglie del reagentario chimico di suo padre e per il tappo ad un bouchon dello Champagne.

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